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Storia

La Casa di riposo "Madonna del Soccorso" e le Suore Figlie di S. Anna

La proprietà passa alla Parrocchia di San Lorenzo Martire

 

L'arrivo di don Ostilio Marzocchi a Fauglia nell'anno 1973 portò nel paese una ventata di aria nuova. Infatti, questo giovane prete pieno di entusiasmo coinvolse subito molti giovani e ragazzi e, con loro, diede vita a varie attività: catechismo, incontri a diversi livelli, sport, gite, campeggi ed altre numerose attività illustrate nell'apposito capitolo. Iniziò anche un lavoro impegnativo di Caritas a sostegno di molte famiglie e congregazioni religiose sparse per il mondo.

Venivano spediti pacchi con indumenti, calzature, alimentari, medicinali, etc. Attività questa che seguì Alberta Taccola con altre signore della parrocchia che si ritrovavano a selezionare, impacchettare e spedire numerosi scatoloni di materiale per le missioni.

Mentre, però, era assai facile avere indumenti e calzature in ottimo stato (l'Europa era ormai già in pieno clima di consumismo), ci frenavano le forti spese postali. Un pacco di 15 Kg per il Congo, che al tempo si chiamava ancora Zaire, costava 70.000 lire: un costo veramente elevato! E il nostro lavoro di recupero di ogni cosa, soprattutto carta e cartone, l'organizzazione di gite e lotterie, fiere di beneficenza ecc. purtroppo non bastava ai molti impegni.

In questo clima un po' scoraggiante arrivò però dal cielo una imprevista provvidenza!

L'amicizia di due nostri attivi parrocchiani portò a Fauglia una coppia di loro facoltosi amici (i Signori Adolfo e Dina Signorini di Firenze, proprietari di una fabbrica di prodotti idraulici) i quali, vedendo il grande impegno della nostra comunità, cominciarono ad aiutarci nell'acquisto di alimentari ed altro materiale, fornendoci inoltre soldi per le spese di spedizione. Tutto questo per diverso tempo e, dati i nostri rapporti con molte Missioni nel mondo, vollero dare un aiuto sempre più consistente.

 

Iniziò così un sostegno economico per le attività di missioni: Salesiani, Francescani, P.I.M.E. ed altre realtà. Nell'anno 2000 finanziarono la costruzione di una piccola clinica di Maternità nel Congo.

Questi cari benefattori erano assai anziani e, ad un certo momento, decisero di lasciare un segno ancora più forte a vantaggio di qualche istituzione benefica qui in Italia.

Fu così che incaricarono i coniugi Tognetti, unitamente al parroco don Ostilio, di fare qualcosa proprio nel nostro paese dove, nel passato, vi era stata la presenza delle Suore del SS. Crocifisso.

Queste Suore, come abbiamo sopra ampiamente illustrato, avevano gestito con grande dedizione una Casa-Famiglia per bambini orfani o abbandonati ed un asilo, ma - per mancanza di vocazioni - erano state costrette ad interrompere questa attività e la casa rimase così inutilizzata dal 1981 e versava in pessime condizioni.

Pensammo allora di poterla acquistare per realizzarvi una Casa di Riposo per anziani.

L'idea piacque ad Adolfo e Dina Signorini e ci chiesero di operare senz'altro in questo senso, pensando loro totalmente all'impegno economico. Per la nostra comunità sembrò incredibile una manna così ricca caduta proprio dal cielo!

L'immobile dalle Suore Crocifissine - all'epoca ancora proprietarie dell'edificio - fu acquistato per 200 milioni di lire. Le suore Crocifissine, a fine '800, la comprarono al costo di 8700 lire. S'iniziarono così a gettare le basi organizzative per la realizzazione dell'idea.

Nell'omelia della S. Messa di mezzanotte del Natale dell'anno 1990 il Parroco Don Ostilio, raggiante di gioia, informò la comunità parrocchiale di quanto stava per realizzarsi nel nostro paese.

La decisa volontà di don Ostilio, supportata dal consiglio e dell'impegno dei coniugi Tognetti e di altri collaboratori e benefattori, era quella di affidare parte dell'assistenza agli ospiti della futura Casa di riposo ad una comunità religiosa che fosse particolarmente sensibile alle necessità sia materiali che spirituali degli anziani. Ci demmo subito da fare per trovare delle Suore cui assegnare il compito della gestione dell'assistenza. Furono tentate molte strade, sentite innumerevoli congregazioni religiose in Italia ed all'estero...fin alla Polonia, ma nessuna era disponibile - in breve tempo - all'invio delle religiose. Dopo lunghe e laboriose ricerche trovammo finalmente a Calcutta la Congregazione "Figlie di S. Anna". Dopo alcuni contatti, fu inoltrata ufficialmente - da parte di don Ostilio - la domanda e la Superiora rispose affermativamente. Stipulammo con la congregazione una convenzione che prevedeva l'invio, a partire dal 1992, di quattro Suore di cui due infermiere. Le suore arrivarono a Fauglia il 17 ottobre 1992 ed erano: Sr. Amala (Superiora), Sr. Shobha, Sr. Albina, Sr. Bijoya e Sr. Luisa.

 

Questo forte anticipo dell'arrivo delle religiose rispetto all'inizio dell'attività della Casa fu suggerito dalla necessità di assicurare loro un'adeguata preparazione ambientale, l'apprendimento della lingua e l'inserimento progressivo nel nostro contesto sociale.

All'inizio dell'attività furono, infatti, perfettamente valide e pronte ad assolvere il loro compito con capacità e grande dedizione.

Al loro arrivo furono accolte dai paesani con grande simpatia. La presentazione ufficiale alla parrocchia venne effettuata da don Ostilio durante una Messa domenicale cui parteciparono molti concittadini. Le suore iniziarono a svolgere un grande servizio all'intera collettività, con particolare attenzione a malati e bisognosi. Cominciarono così a curare l'assistenza domiciliare ad alcune famiglie con anziani, suscitando dovunque grande simpatia e gratitudine.

Fu subito costituito il Consiglio Direttivo composto tutto da paesani sotto la presidenza dello stesso parroco Don Ostilio Marzocchi che mantenne tale incarico fino alla morte avvenuta nel 1999. Direttore fu, sin dall'inizio, Renzo Tognetti.

Il progetto di ristrutturazione che prevedeva di ospitare 20 anziani fu affidato al nostro parrocchiano Geometra Giuseppe Bernardini e il lavoro, dopo una regolare gara di appalto, alla ditta "Edilizia Faugliese ", gestita dai paesani Lulli Giuliano e Bacciardi Giuliano. I lavori presero l'avvio nel mese di Maggio 1992.

Dato che la costruzione esistente era stata realizzata in più tempi con interventi e criteri assolutamente inadatti all'uso richiesto per una Casa di Riposo fu necessario "svuotare" l'intera struttura dal tetto fino al piano interrato, lasciando solo i muri maestri per poter ricostruire ogni piano senza alcun dislivello e secondo le più moderne normative di settore.

 

Sarebbe stato certamente più conveniente demolire l'intera struttura e crearne una nuova, ma la legge vigente non consentiva questa possibilità poiché l'immobile era di età superiore ai 50 anni previsti.

Per dotare la casa di un ascensore a norma fummo costretti a demolire e ricostruire completamente quattro piani di scale per creare, davanti all'uscita dell'ascensore, ad ogni piano, lo spazio per la manovra di una carrozzella, come previsto dalle norme sanitarie.

L'aver vinto la gara di appalto fu, per l'Edilizia Faugliese, una occasione importante e, fin dall'inizio dei lavori, sotto l'esperta guida del Geometra Bernardini, diede prova di capacità e di serietà veramente apprezzabili.

 

Tutta la parte organizzativa per la realizzazione del progetto fu seguita dai responsabili del Consiglio Direttivo con grande impegno fin dall'inizio dei lavori. Era volontà di tutti realizzare una struttura veramente valida, bella ed accogliente.

Furono innumerevoli i viaggi da Fauglia alla USL di Livorno (da cui a quell'epoca dipendevamo) per essere certi di realizzare una struttura che rispondesse pienamente alle norme sanitarie vigenti.

E questo intento fu premiato dopo quattro anni di lavoro poiché la commissione preposta, al momento del collaudo, trovò tutto assolutamente in regola.

Poco tempo prima dell'inaugurazione della casa venne dall'India l'Arcivescovo di Calcutta S. E. Mons. Henry Souza e la Madre Generale Suor Emilia Gomes per rendersi conto dell'ambiente in cui avrebbero operato le suore.

 

Furono molto lieti nel vedere come tutto fosse stato curato anche nei minimi particolari e le Suore fossero tenute in debita considerazione sia presso l'Istituto che nella parrocchia. Ebbe così inizio l'attività con grande apprezzamento anche delle Autorità locali e provinciali. L'inaugurazione fu tenuta dall'allora Vescovo di San Miniato S. E. Mons. Edoardo Ricci alla presenza delle Autorità. Era il 10 agosto del 1994. Rai Tre riprese l'evento e lo mandò in onda durante il telegiornale regionale.

In occasione di una successiva visita del Vescovo alla Parrocchia il Sindaco ebbe a dire: "Siamo lieti di poter dire che questa Casa di Riposo è il fiore all'occhiello del nostro territorio! ".

Al momento del cambio di giurisdizione territoriale dall'USL di Livorno a quella di Pisa, si avviò subito - anche con i nuovi dirigenti - un rapporto di piena intesa e collaborazione, con grande soddisfazione sia dei responsabili che, soprattutto, degli ospiti.

Un motivo di soddisfazione e di tranquillità per i responsabili della gestione della Casa fu dato soprattutto dal fatto che la direzione sanitaria fu assunta, fin dall'inizio, con competenza e generosa assiduità dal nostro medico dott. Filippo Casarosa.

Durante la ristrutturazione e anche dopo l'inaugurazione avemmo molte manifestazioni di apprezzamento e di solidarietà. I faugliesi stessi contribuirono con offerte alla realizzazione dell'opera.

La famiglia Fedeli di Pisa donò generosamente l'attrezzatura per l'ambulatorio medico in memoria del figlio Francesco.

La signora Wanda Jonasson donò una stupenda statua lignea del 1800 tirolese rappresentante la Madonna col Bambino Gesù che si trova nella cappella della Casa.

Il nostro paesano Gesi Piero, valente artista del ferro battuto, realizzò una bella struttura in ferro sovrastante l'antico pozzo che si trova nel cortile a nord della Casa e un artistico cancelletto che immette nel "mini-lift" necessario per la discesa delle carrozzelle dal piano terra della Casa al piano stradale.

 

Quando l'attività era ormai in pieno svolgimento il Prof. Alberto Taccola, Direttore della Clinica Cardiologia dell'Università di Pavia (nipote della nostra Direttrice Amm/va Taccola Albertina) volle donare un elettrocardiografo portatile e con l'occasione di alcune visite a Fauglia, insegnò l'uso di questo strumento alla nostra brava infermiera Sr. Albina.

Questo ci ha poi consentito, al momento del bisogno, di spedire via fax a Pavia il tracciato dell'ECG ed avere tempestivamente la diagnosi e soprattutto la terapia appropriata.

Nell'anno 2008 è giunto alla Casa di Riposo un bonifico bancario di 50.000 dollari donati dalla defunta signora Gianna Lombardi Bonanno, moglie dell'ex Sindaco di Fauglia Dott. Salvatore Bonanno.

Come già detto, al momento del collaudo della struttura, tutto era in regola con la legge sanitaria italiana, ma - con la successiva entrata dell'Italia nell'Unione Europea - si rese necessario adeguare la struttura anche alle nuove disposizioni.

Questa legge impone (per esempio) l'uso di un ascensore idoneo al trasporto di un paziente su lettiga ed altre disposizioni varie. La struttura deve inoltre essere protetta da un sistema di prevenzione e di difesa per un eventuale incendio, con porte "taglia-fuoco" e numerose altre prescrizioni.

Negli anni 2006-2008 è stato possibile, pur con grande difficoltà, sia strutturali che economiche, provvedere a questo adeguamento perché alcuni anni prima era stato acquistato - molto previdentemente - un piccolo terreno a fianco della casa esistente.

A questo momento la Casa di Riposo risponde quindi in pieno a tutto quanto serve per dare ai nostri anziani un'accoglienza veramente valida, confortevole e sicura per la popolazione di Fauglia e tutti gli anziani che ne hanno necessità.

Nel corso di questi anni sono state molte le suore passate al servizio di questa casa poiché una regola interna alla Congregazione vieta alle stesse di risiedere per più di sei anni consecutivi nella medesima comunità.