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Storia

Le origini e la storia della fondazione

La Fondazione ha sede nei locali della struttura collocata in Piazza S. Lorenzo n. 9 a Fauglia (PI), adiacente la Chiesa parrocchiale di S. Lorenzo Martire. La struttura ha una storia importante, sempre legata a vicende ecclesiali che affondano le loro radici nella metà dell'800. In questa sezione ne ripercorriamo i tratti principali articolati in tre punti:

  1.  Le origini e l'arrivo delle Suore Figlie del Crocifisso a Fauglia - la Casa generalizia della Congregazione e Mons. Pio Alberto del Corona;

  2.  La proprietà passa alla Parrocchia di San Lorenzo Martire "La Casa di riposo 'Madonna del Soccorso' e le Suore Figlie di S. Anna";

  3.  La Fondazione "Madonna del soccorso";


Le origini e l'arrivo delle Suore Figlie del Crocifisso a Fauglia

Il terreno ed il relativo fabbricato posto sul lato sinistro dell'attuale Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire in Fauglia era, nell'800, di proprietà della famiglia Disparano-Prato la quale lo concesse in uso all'allora parroco don Mori affinché lo stesso vi ricavasse un convento per le Suore Figlie del Crocifisso che aveva voluto chiamare a Fauglia per servire la popolazione, soprattutto i bambini ed i giovani delle famiglie più povere e bisognose.

Fu proprio don Paolo Mori, che tanto si impegnò anche per la costruzione della nuova chiesa di S. Lorenzo, a scrivere nell'anno 1879 alla Superiora delle Figlie del Crocifisso affinchè valutasse la possibilità di inviare alcune religiose a Fauglia. Il proposto e la popolazione, infatti, avevano grande desiderio di ospitare nella propria parrocchia una comunità di religiose per l'educazione dei ragazzi, la formazione spirituale e supportare i bisogni e le necessità del popolo, specialmente con riferimento alle persone più povere e bisognose. Il 9 agosto 1879 Sr. M. Serafina Mori (Sorella del parroco Mori di Fauglia e Superiora della Casa di Firenze) venne a Fauglia, come gli altri anni, per un periodo di riposo. Nell'occasione il Proposto volle che visitasse quella struttura che avrebbe voluto destinare a casa delle religiose. Tornata a Firenze la Suora parlò con la Madre generale circa la richiesta del parroco di Fauglia, di lei fratello. Il 18 agosto 1879 la Madre Generale Sr. M. Luisa Coppi e Sr. M Serafina Mori ripartirono per Fauglia con Sr. M. Matilde Fantini allo scopo di esaminare con attenzione la casa e trattarne col parroco. Considerata la buona collocazione e l'agiata struttura furono favorevoli all'invio delle suore. Così, il 10 novembre 1879 il parroco don Mori inoltrò per scritto a Suor Maria Luisa Coppi la richiesta ufficiale di avere le religiose a Fauglia, specificando che avrebbe desiderato una conversa e due maestre ed assicurando alle stesse il pagamento dell'affitto e lire 30 per ciascuna suora al mese e cioè 90 lire mensili anticipate. La Superiora accordò la richiesta e inviò alcune suore a Fauglia a preparare la casa. Le suore arrivarono l' 8 di gennaio 1880 ed erano: Sr. M. Virginia Bernardini , Sr. M. Clementina Sicca maestra di studio patentata, Suor Fidalma Mannucci per le faccende domestiche. Le cronache dell'epoca redatte da Sr. Maria Virginia Bernardini ci descrivono il loro arrivo a Fauglia: "Arrivammo in Fauglia e fummo accolte dai buoni faugliesi con acclamazioni di gioia sincera. Le campane suonavano a festa e la strada era gremita di popolani. Giunte alla piazza San Lorenzo scendemmo ove ci aspettava l'egregio sign. Proposto Paolo Mori"' . Il 14 arrivarono anche Sr. M. Crocifissa Tonci e Sr. M. Cherubina Venturi con Sr. M. Teresa Zoli, maestra di lavoro.

Il 15 gennaio 1880, giorno consacrato a S. Paolo Eremita, si tenne l'apertura della nuova comunità. Le campane della chiesa, con solenne doppio, annunciarono la funzione che doveva precedere l'inaugurazione del novello Istituto. Le Religiose e le fanciulle che ivi dovevano intervenire alle scuole si recarono processionalmente alla chiesa ove il Proposto, Don Paolo Mori, "asceso all'altare pel S. Sacrificio, fece un'allocuzione al popolo, mostrando lo scopo dell'Istituto che stava per aprirsi, ed i vantaggi che sperar potevano dalle Religiose, figlie di un Istituto fondato in Livorno per l'esercizio delle opere della carità e della civile cultura. Rammentò come il sacerdote Giovanni Battista Quilici, suo fondatore si servì della raccolta della questua in una Missione da lui fatta a Fauglia (nel 1825), per dare principio all'erezione del suo Istituto, dal quale ora eran venute le suore a fondarne uno tra i Faugliesi, e che essi venivano a raccogliere, per così dire, i frutti della carità, colla quale avevano dato il loro obolo alla voce del sacro oratore".

Terminata la Messa e data la benedizione col SS Sacramento, mossero processionalmente, preceduti dalla Croce tra gli accoliti, le fanciulle, le Religiose e in ultimo i sacerdoti col Proposto, cantando il Salmo "Laudate pueri Domino" .

Giunti alla casa, in una sala ben preparata, venne accolta la comitiva: il Proposto già nominato Direttore spirituale e superiore delle suore, il sig. Cav. Ottaviano Pieri, Operaio del novello Istituto il sig. Giuseppe Del Corda ed altri signori e signore del paese.

Un'alunna, nei giorni precedenti istruita dalle suore, recitò un componimento in versi. Partiti quindi i signori, il Proposto fece la benedizione di tutta la casa che si nominò: "Istituto di Nostra Donna del Soccorso".

I signori e la popolazione tutta nei giorni seguenti fecero a gara a provvedere le Religiose di tutto il necessario.

L'allora Vescovo di San Miniato il Servo di Dio mons. Pio Alberto Del Corona, appresa la notizia dell'arrivo delle religiose nella sua diocesi, si rallegrò alquanto e scrisse loro una lettera di accoglienza assicurandogli paterna attenzione.

Le Suore Crocifissine fondarono a Fauglia sia l'asilo infantile per bambine che una casa di accoglienza per i bambini orfani e poveri, provvedendo inoltre a svolgere attività di dopo-scuola e supporto per la pastorale parrocchiale.

La casa delle religiose era di proprietà della signora Filomena Disparano Prato. Il proposto e la stessa superiora di Fauglia - sin dall'inizio Sr. Maria Virginia Bernardini - concordavano che fosse più conveniente provvedere all'acquisto dell'edificio ma il costo era assai elevato. Quello che sembrava difficile agli uomini 'riuscì possibile a Dio' . Dobbiamo precisare che Sr. M. Virginia Bernardini (1853-1910), al secolo Giulia Sofia Montefiori era la figlia di Leone Montefiori di Livorno e nipote del celebre filantropo israelita Sir Moses Montefiore.

Convertitasi al cattolicesimo dall'ebraismo, fu battezzata a 18 anni e dovette rinunciare al cognome paterno prendendo quello del padrino, Paolo Bernardini di Corsica, chiamandosì così Maria Giulia Bernardini. Il 31 luglio 1853 la giovane entrò nell'Istituto S. M. Maddalena di Livorno e vestì l'abito delle Figlie del Crocifisso il 25 novembre 1868, prendendo il nome - in religione - di Sr. M. Virginia. Fu la prima Superiora Generale della casa di Fauglia dal 1883 alla morte avvenuta il 5 novembre 1910.

Il padre della Superiora - magnate israelita - morì proprio in quel periodo e la stessa risultava erede, in parte con il fratello, del cospicuo patrimonio di famiglia. Come racconta la Bernardini in una cronaca del tempo: "Mio fratello mi fece conoscere che se io voleva, mi avrebbe dato tutto il mio avere ma che i suoi interessi ne avrebbero sofferto molto. Io allora toccata dalla compassione e dall'affetto, e per non dar cattivo esempio di troppo attaccamento ai denari (come persona consacrata a Dio) dissi a mio fratello: dammi tanto quanto basta per comprare questa casa ed il rimanente te lo cedo" . Così il 15 di luglio 1880 Sr. M. Virginia Bernardini si recò a Livorno per concludere con suo fratello gli interessi circa l'eredità paterna ed il 17 luglio gli vennero consegnate 11000 lire. Tornata a Fauglia contattò la proprietaria dell'immobile che ospitava il convento per procedere al contratto di compravendita dell'edificio. Il 31 agosto alla presenza del Del Corda e dell'avv. Felice Bocci si stipulò l'accordo per l'acquisto della casa che la Disparano vendette alla Bernardini per la cifra di 8700 lire. La casa era di 11 stanze.

Si noti bene che l'edificio venne acquistato e rimase per diversi anni di proprietà della Bernardini, superiora della Casa di Fauglia. Questa prassi, ben studiata, consentì anche di evitare che tali beni fossero eventualmente espropriati dal governo granducale con una delle tante leggi di soppressione dei beni degli istituti ecclesiastici. Il dì 16 di gennaio 1882 - con grande dispiacere delle religiose e della popolazione tutta - si concludeva la vita terrena di Mons. Paolo Mori, già fatto cameriere onorario di Leone XIII e gran benefattore delle religiose.

Nel 1882, inconsce del pericolo che da lì a breve si sarebbe abbattuto sulla Congregazione, le suore festeggiarono l'approvazione di lode dell'Istituto ricevuta dal Pontefice Leone XIII; era il 30 settembre 1882. Il pontefice, come i suoi predecessori, rinviava a tempi più opportuni l'analisi e l'approvazione delle costituzioni.

La Superiora di Fauglia, Sr. Maria Virginia Bernardini, aveva avviato in quegli anni ingenti lavori di ristrutturazione della casa e costruzione di un'adeguata cappella per le preghiere, predisponendo inoltre i locali per ospitarvi ragazze abbandonate o di povere condizioni. I lavori erano molto costosi e le risorse scarseggiavano. La madre tuttavia non si scoraggiò. Mise in programma di partire per Roma ed andar a chiedere soccorso al Papa. Così, il dì 6 dicembre 1882 venne a Livorno e - premurosa di far presto terminare la ristrutturazione del suo convento - aveva chiesto ed ottenuto dalla Madre Generale di portarsi a Roma a chiedere aiuto al S. Padre, trovandosi ella sfornita di mezzi sufficienti per dare fine al suo lavoro. Con molte lettere commendatizie, di cui era provvista, dirette a vari Vescovi e Cardinali, si fece strada a suo intento. Si portò a visitare il cardinale Consolini che l'accolse con paterna benevolenza, conducendola anche a vedere tutta la sua abitazione. Sr. M. Virginia accompagnata da Suor Agnese salirono in Vaticano e ivi furon introdotte al cospetto del S. Padre da Mons. Macchi, guardia d'onore del Papa. Vennero da esso benignamente ricevute e Sr. M. Virginia gli espose il suo bisogno. "Potrò far poco - rispose il Papa - son povero anch'io e vivo di elemosina". Ah, purtroppo, in tali luttuosi tempi - narra la cronaca - era stato spogliato di tutto e l'elemosine che riceveva dalla pietà dei fedeli, appena potevano servire al mantenimento delle chiese. Il Papa, con atto di grande benevolenza nei confronti delle nostre suore, fece comunque consegnare a Sr. M. Virginia Bernardini il richiesto sussidio e le concesse l'apostolica benedizione.

Questa buona sorella, reso conto alla Casa Madre di quanto aveva operato, dopo due giorni ritornò a Fauglia a far proseguire i lavori. Sr. M. Virginia Bernardini, col suo zelo e con la sua industria, riuscì così a fare ingrandire il convento di Fauglia, formandovi un educandato per le ragazze sole, povere ed abbandonate ed una bella cappella (1882), ottenendo il privilegio di potervi tenere permanentemente Gesù Sacramentato. Il primo giorno che doveva collocarvisi, volle che fosse solenne ed invitò la Madre Superiora di Livorno e le sorelle ad andare a festeggiare con essa la venuta dell'Ospite Divino nella casa di lei. La Madre Superiora vi andò conducendovi alcune suore. Il 7 luglio del 1882 la Superiora inoltra richiesta al Vescovo S. E. Mons. Del Corona di aprire 'Un Coretto o Grata nella parete della suddetta Chiesa Parrocchiale dal lato dell'Evangelio cui è attigua la loro casa...' in quanto per le suore risultava troppo gravoso 'accedere alla Chiesa Parrocchiale per ascoltare la S. Messa...' . Il Vescovo S. E. Mons. Pio Alberto Del Corona premurosamente concesse tale facoltà specificando che la grata doveva esser doppia (una cioè dalla parte della Chiesa, l'altra da quella della Casa) ed altre disposizioni di cui al documento riportato a termine della sezione.

Purtroppo la Congregazione religiosa delle Crocifissine doveva scontrarsi, in quegli anni, con il potere secolare ispirato - nel Granducato di Toscana - ad un bieco giurisdizionalismo che prevedeva l'invadenza del potere civile negli affari religiosi nominando un rappresentante dell'autorità civile, chiamato 'operaio', incaricato di seguire la vita delle congregazioni, fin anche alle questioni più strettamente spirituali. Così avvenne anche per le Suore Figlie del Crocifisso. Tale indebita intromissione portò non poche sofferenze e problemi alla nascente realtà religiosa. Si tratta di una vicenda dolorosa che si inscrive in quella 'Scienza della Croce' che ha segnato l'intera vita delle Crocifissine. Nel 1883, per vicende che non stiamo a riportare in queste pagine, l'unica realtà delle Suore Figlie del Crocifisso dovette forzatamente dividersi - per sottrarsi all'arbitrio del potere secolare - in tre rami aventi tre rispettive case generalizie: quella di Livorno per tutta l'area circostante; quella di Fauglia con ampia giurisdizione e quella di Firenze dove le suore avevano aperto sin dal 1855 altre case. Si precisa che tra le suore che per prime aprirono la Casa di Firenze nel 1855 vi era una faugliese e cioè Sr. Rosa Mostardi.

La divisione in tre rami fu sofferta e costò molto - dal punto di vista morale e religioso - alla crocifissine.

se tale dal 1883 fino al 1927, anno di riunificazione definitiva dell'Istituto avvenuta proprio ad opera della Superiora di Fauglia e di quella di Livorno.

Nel 1884 le Suore accolsero mons. Pio Alberto Del Corona che si era recato in visita pastorale alla parrocchia di Fauglia.

Il 13 settembre 1890 si tennero i festeggiamenti per il cinquantesimo della Congregazione alla presenza dei rappresentanti di tutte le Case, comprese quelle dei due "rami" staccati di Livorno e Firenze.

Nel 1890, 50° della Congregazione, le Suore della casa di Fauglia erano 13: 7 corali e 6 converse:

 

Le Sorelle

 

La Casa generalizia di Fauglia, molto attiva sia sul piano religioso che sociale, dette vita dal 1883 (anno in cui divenne casa generalizia) al 1927 (data di riunificazione della Congregazione) ad altre case sottoposte alle sua giurisdizione ed in particolare:

  1. Cecina (Livorno), diocesi di Volterra: "Istituto S. Cuore" (1897-1985). Le suore si dedicarono fin dall'inizio all'educazione della gioventù, sviluppando nel corso degli anni la loro attività con vari tipi di Scuole inferiori e superiori e aprendo un Convitto femminile.

  2. Suvereto (Livorno), diocesi di Massa Marittima: "Casa divina Provvidenza" (1897-1940). Asilo infantile e scuola di lavoro. In seguito Scuola elementare un laboratorio femminile.

  3. Lari (Pisa), diocesi di S. Miniato: "Istituto SS. Crocifisso" (1899-2007). Le Suore inizialmente si fecero carico dell'Asilo infantile lasciato dalle suore Domenicane, aprirono poi Scuole elementari e complementari, l'Educandato femminile e vi trasferirono il Noviziato che aveva sede a Fauglia. Intorno al 1940 venne aperta anche la Scuola Media mista.

  4. Buti (Pisa), diocesi di Pisa: "Istituto S. Gemma Galgani" (1901-1940). Fin dall'inizio le Suore svolsero la loro opera educativa nell'Asilo infantile, nella Scuola elementare e nella Scuola di lavoro. Nel 1936, su richiesta del Comune, le Suore assunsero anche la direzione della Casa di Riposo, formando a tale scopo due distinte Comunità. Entrambe le attività cessarono nel 1969 con la chiusura delle rispettive case.

  5. Livorno, diocesi di Livorno: "Istituto S. Teresa del Bambin Gesù" (1915 tuttora aperto). Fin dal 2 agosto 1915 Mons. Giani Vescovo di Livorno approva e benedice la richiesta fattagli dalla Madre Generale di Fauglia di potersi occupare "dei poveri figli dei richiamati, nel Ricreatorio della Parrocchia di S. Giuseppe". Successivamente, Mons. Piccioni, nuovo Vescovo di Livorno, consiglia di reperire un locale più ampio affinché le attività possano avere maggior sviluppo. Sorge così gradatamente l'attuale Istituto S. Teresa del B. Gesù, più volte ristrutturato ed adibito ad Asilo infantile e scuola elementare. Questa Casa pur trovandosi a Livorno era comunque soggetta alla giurisdizione della Superiora di Fauglia.

  6. Chianni (Pisa), diocesi di Pisa: "Asilo Infantile" (1919-1926). Le Suore vennero richiesta dal Parroco del paese per dedicarsi all' "educazione dei bambini del popolo" con Asilo infantile e Scuola elementare inferiore.

  7. Casciana Alta (Pisa), diocesi di S. Miniato: "Istituto S. Croce" (1921-1971). Le Suore avevano iniziato il loro apostolato fin dal 1916 portandosi ogni giorno ai piedi di Lari . Nel 1921 aprirono una casa in località "Croce" allo scopo di svolgere attività educativa attraverso l'Asilo infantile, scuola di lavoro e dopo-scuola. Poiché la località era alquanto lontana dal paese, nel 1940 fu reperito un locale più vicino all'abitato dove le suore si trasferirono con vantaggio per l'attività.

  8. Bagni di Casciana (Pisa), diocesi di S. Miniato: "Asilo Infantile Edoardo Fairman" (aperta nel 1924 e chiusa dopo sei mesi per incompatibilità con gli obiettivi del Comitato gestore dell'Asilo).

  9. Montalto di Fauglia (Pisa), diocesi di S. Miniato: "Asilo Augusto Bellini Petri" (1924-1964). L'Asilo era in realtà un Orfanotrofio gestito come Opera Pia da un Consiglio di Amministrazione, in conformità alle volontà testamentarie della benefattrice Giuseppina Petri nei Bellini, che aveva lasciato la sua villa di Montalto per accogliere ed educare bambine povere della provincia di Pisa dai 7 ai 18 anni. Alle Suore venne chiesto d'assumere la Direzione, l'insegnamento nella Scuola elementare e nella Scuola professionale e di lavoro (vedi ricerca inviata a don Filippo Bellini).

  10. Asso (Como), diocesi di Milano: "Casa di Riposo e Convalescenza" (1925-1926) le Suore avevano la direzione del guardaroba, della dispensa e della cucina. La chiusura sembra dovuta al fatto che non era consentito alle Religiose di avvicinare i pazienti "e fare quindi del bene all'anima loro".

  11. Tresigallo (Ferrara), diocesi di Ferrara: "Asilo per l'infanzia Monumento ai caduti" (1926-1934). Le Suore vennero richiesta per assolvere attività educativa nell'Asilo e nella Scuola di lavoro.

  12. Quacchio (Ferrara), diocesi di Ferrara: "Asilo infantile" (1926-1933). Le Suore vennero richieste per svolgere attività educativa nell'Asilo e nella Scuola di lavoro.

  13. Bornago (Milano), diocesi di Milano: "Asilo infantile Francesco Cremona" (1926-1940). Le Suore furono richieste dal parroco del paese per dedicarsi all'educazione dei bambini e della gioventù in genere attraverso l'Asilo infantile, la Scuola di lavoro, la catechesi, l'Oratorio parrocchiale ed "altre pie opere annesse, purché consentanee agli scopi della Congregazione".

La Comunità di Fauglia rappresentò, in quegli anni, la parte più viva ed attiva della Congregazione; era un centro importante guidato da religiose di grande capacità e determinazione che ebbero un ruolo importante nella storia dell'intera famiglia religiosa, come vedremo di seguito. Nelle Memorie della Congregazione , tra i Brevi cenni della Congregazione delle Suore del SS Crocifisso redatti nel 1939 si legge infatti che: "il ramo di Fauglia...era forse il più sviluppato" .

A Fauglia le suore crocifissine gestivano due diverse realtà sociali. Avevano infatti una asilo per bambini da tre a sei anni ed un istituto di accoglienza per i bambini orfani o provenienti da famiglie povere e bisognose. Tutti erano accolti con amore nella casa delle suore. Presso la struttura di Montalto - dove sempre le crocifissine furono presenti dal 1924 al 1964 - erano invece ospitate le bambine orfane e provenienti da famiglie in difficoltà. L'asilo di Fauglia, sin dall'inizio, fu assistito economicamente da un comitato presieduto dal sign. Gino Bartolomeo Gioli ed il cui segretario-cassiere era il Parroco pro-tempore di Fauglia. Per sostenere invece l'istituto che ospitava inizialmente le bambine orfane o bisognosi le suore - oltre alle altre forme di sostegno - si dedicavano alla cerca (vedi apposita sezione). Realtà differente era quella di Montalto ove le suore potevano contare sulla donazione loro fatta dalla famiglia Bellini-Petri e dai poderi annessi all'Istituto che - fino agli anni '60 - assicurarono un accettabile tenore di vita a tutta quella realtà.

Nel 1898, sempre sotto la guida di Sr. Maria Virginia Bernardini, la Casa Generalizia di Fauglia chiese ed ottenne dal Papa Leone XIII l'aggregazione all'Ordine agostiniano.

Le Superiori del "ramo" di Fauglia:

  1. Sr. Maria Virginia Bernardini (1883-1910) : al secolo Giulia Sofia Montefiore era la figlia di Leone ontefiore di Livorno e nipote del celebre filantropo israelita Sir Moses Montefiore. Convertitasi dall'ebraismo al cattolicesimo fu battezzata a 18 anni rinunciando al cognome paterno e prendendo il nome del padrino Paolo Bernardini di Corsica, chiamandosi così Maria Giulia Bernardini. Il 31 luglio 1835 fece il suo ingresso nell'Istituto S. M. Maddalena di Livorno ove vestì l'abito religioso delle Figlie del Crocifisso il 25 novembre 1868 prendendo, in religione, il nome di Sr Maria Virginia Bernardini. Fu tra le prime suore che giunsero a Fauglia l'8 Gennaio 1880 e, da quell'anno, divenne superiora della Casa. Dal 1833, con la separazione del 'ramo di Fauglia' dalla Casa madre di Livorno Sr Maria Virginia divenne anche la prima superiora generale del medesimo ramo. Morirà a Fauglia il 5 Novembre 1910.

  2. Sr. Maria Ignazia Somigli (1910-1916) : al secolo Serafina del fu Raffaello e di Maddalena Berti, nasce a Fiesole il 15 luglio 1859. Veste l'abito delle Figlie del Crocifisso a Fauglia nel 1891, la prima professione nel 1895 e la professione perpetua nel 1906.

  3. Sr. Maria Crocifissa Bertini Morini (1916-1923): nasce a Livorno da Giustino e da Elvira Curry. Nel 1865 entra nella congregazione delle Figlie del Crocifisso. Nel 1888 veste l'abito. Il 12 dicembre 1889 con il nome di Sr. M. Crocifissa. Fece la sua Professione religiosa il 25 marzo 1891; nel 1899 passa al ramo di Fauglia, dove muore il 25 gennaio 1823, dopo essere stata Superiora Generale ed essersi prodigata per l'unione della Congregazione riuscendo, nel 1822, ad unire il ramo di Firenze con quello di Fauglia (cf. corrispondenza Superiora Generale con S. Sede, con Vescovi e con Superiore e Suore dal 1883 al 1927, Roma, ASC, 7.2,1; 7.2,3 e 7.2,4).

  4. Sr. M. Teresa Benincasa (1923-1927): Benincasa o Benincasi Umberta nasce a Volterra da Giuseppe e da Cherubina Semplici, il 15 maggio 1880, fa il suo ingresso nell'istituto di Fauglia dove veste l'abito religioso nel 1897 prendendo il nome di Sr. M. Teresa, ricopre l'incarico di Superiora Generale del ramo di Fauglia dal 1923 al 1927 e dopo l'unione fino al 1946. Muore nella Casa Generalizia di Roma ed è sepolta nel cimitero del Verano.

Le notizie fin qui riportate sono state desunte dalle "Memorie" storiche dell'Istituto di S. Maria Maddalena, Casa Madre della Congregazione delle Figlie del Crocifisso .

Nella diocesi di San Miniato, entro i cui confini si trovava la casa generalizia di Fauglia, le suore furono accolte bene sia dalla locale popolazione che dall'autorità ecclesiastica. Fu loro molto vicino il vescovo domenicano S. E. Mons. Pio Alberto del Corona (Vd. apposita sezione) cui è in corso la causa di beatificazione, e - merita di essere ricordato - l'allora proposto di Lari monsignor Cesare Lenzi, incaricato dal vescovo di rivedere le Costituzioni a seguito delle osservazioni (ben 44) avanzate dalla Sacra Congregazione dei Vescovi e dei Regolari. Ricordato come insigne benefattore delle suore crocifissine il proposto morì a Lari il 6 dicembre 1926.

Le Suore di Fauglia anelavano da tempo ad ottenere il riconoscimento della Suprema Autorità della Chiesa e cioè il riconoscimento di diritto pontificio. Il Vescovo Mons. Pio Alberto del Corona, cha ha sempre assistito le suore, ne prese a cuore la causa e scrisse due lettere di lode - rispettivamente del 1903 e del 1906 - all'allora Pontefice per supportarne la richiesta di definitiva approvazione pontificia. Nel 1906, sempre grazie all'opera zelante del Vescovo Sanminiatese è molto stimato dal Papa S. Pio X - e di madre Maria Virginia Bernardini il gruppo ottenne dal Papa il riconoscimento di diritto pontificio delle suore denominate del SS Crocifisso "che hanno la casa madre nel paese detto di Fauglia, della diocesi di San Miniato' . Riportiamo di seguito testo integrale del decreto. Il gruppo di Fauglia fu così il primo e l'unico dei tre nei quali era divisa la congregazione ad aver ottenuto il riconoscimento dalla Sede Apostolica. Nel 1910 morirà la prima Superiora Sr. Maria Virginia Bernardini.

A madre Virginia succedette Sr Maria Ignazia Somigli, che resse l'Istituto fino al 1916. Da tale anno la superiora divenne Maria Bertini Morini (1865-1923), in religione suor Maria Crocifissa Morini che, nata il 12 agosto 1865, fu vestita il 12 dicembre 1889 e, passata dal gruppo di Livorno a quello di Fauglia, vi ricoprì l'incarico di superiora generale dal 1916 fino alla sua morte avvenuta a Lari il 25 gennaio 1923. L'anelito a ritrovare l'unità in seno alla congregazione rimase forte anche in quegli anni. Proprio la superiora di Fauglia, Suor Maria Crocifissa, s'impegnò con grande zelo nell'opera di riunificazione dei tre rami dell'istituto. Nel 1922 tornò a scrivere al Papa implorando di riunificare il ramo di Fauglia con quello di Firenze. Dopo lunga preghiera e costante impegno, il 22 dicembre 1922, ottenne dal Papa il decreto di riunione tra il gruppo di Firenze e quello di Fauglia. La superiora del gruppo riunificato rimaneva quella di Fauglia giacché era l'unico ramo della Congregazione ad aver ottenuto il riconoscimento di diritto pontificio. Mancava ora il completamento dell'opera con il ricongiungimento del gruppo di Livorno.

La Madre Crocifissa Bertini Morini morì a Lari il 25 gennaio 1923 ed ivi venne sepolta nel Cimitero Comunale, vigendo una legge che - per motivi di igienico sanitari - vietava di seppellire i morti al di fuori dei luoghi addetti. Tuttavia, le consorelle e la successiva Superiora - considerato il bene operato da Sr. Morini - con lettera dell'8 luglio 1925 fecero istanza al Prefetto di Pisa per ottenere l'esumazione della salma dal cimitero e poterla collocare presso la Casa delle Crocifissine a Lari, nel sottosuolo di un loro 'costruendo Oratorio' . La Madre Benicasa invia nuova richiesta nell'anno 1927 al Ministero degli Interni per avere relativa autorizzazione. Seguono altre missive e, finalmente, nel 1934 il Ministero concede l'attesa autorizzazione. Conseguito anche il necessario decreto da parte dell'allora Vescovo di San Miniato Mons. Ugo Giubbi, il 24 novembre 1934 si procede all'esumazione della salma ed al suo trasferimento presso il suddetto oratorio. Il Vicario Generale, concordemente con la Madre Superiora fece apporre una targa commemorativa in loco. Oggi (2008) purtroppo la Casa di Lari è stata venduta e la salma della superiora è stata traslata nel cimitero c.d. 'Della Misericordia' a Livorno.

A Sr. Maria Crocifissa era succeduta come superiora generale Sr. Maria Teresa Beniscasa che sarà superiora fino al 1927 del ramo di Fauglia e fino al 1946, anno della sua morte, dell'intera Congregazione riunita. Sr. Benincasa si prodigò molto per ottenere la riunificazione definitiva della Congregazione con l'unione dell'ultimo ramo mancante, quello di Livorno dove la congregazione era nata e si trovava la Casa Madre.

Tale risultato giunse - con comune gioia di tutte le religiose - il 2 agosto del 1927 sotto il pontificato di Pio. La notizia fu comunicata alla Superiora dall'allora Vescovo di Livorno. Per festeggiare la ritrovata unità si tenne proprio a Fauglia, il 29 agosto 1927, una cerimonia di ringraziamento. Nell'occasione, la Superiora Sr. Benincasa - ora Superiora Generale della riunita Congregazione - tenne un bellissimo e commovente discorso che fu stampato e potete leggere integralmente nella documentazione allegata e del quale riportiamo il seguente passo: 'Non poteva il cuore delle Figlie del Crocifisso esser pago, e pregò...pregò il Padre Comune, il Santo Fondatore; i gemiti di tanti cuori giunsero fino a Dio ed oggi salutiamo l'alba di una novella primavera, di un giorno che segnerà una data memorabile nell'albo della Congregazione. Il tronco si è riunito, l'albero quasi secolare avrà vita novella nelle sua Figlie, che dopo 44 anni di separazione dolorosa, oggi, ai piedi del Crocifisso Signore, si abbracciano strette di nuovo dal vincolo della carità più ardente'. Sr. Benincasa divenne così la prima Superiora Generale della riunita congregazione e si trasferì nella casa madre di Livorno.

L'approvazione definitiva delle Costituzioni dell'istituto delle suore Crocifissine avvenne il 14 gennaio 1946 sotto il pontificato di Pio XII.

Dopo il Concilio Vaticano II, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, il 24 giugno del 1984 l'istituto ottiene l'approvazione delle Costituzioni rinnovate in ottemperanza dei decreti conciliari.

L'Istituto di Fauglia, dopo la riunificazione della Congregazione avvenuta nel 1927 ed il trasferimento della Casa Generalizia a Livorno e poi - nel 1956 - a Roma, era tornato ad essere Casa filiale della Congregazione. Le Suore continuarono a svolgere la loro attività apostolica in parrocchia, nell'asilo infantile e nell'accoglienza di minori orfani o in difficoltà familiari, rivolgendosi in un primo tempo alle sole femminucce (fino al 1957) e successivamente anche ai bambini.

Dall'inizio nell'800 fino agli anni '50 la casa di Fauglia ospitava infatti soltanto le bambine. Intorno al 1957, però, nell'istituto di Fauglia erano rimaste soltanto due bambine e le Suore - consapevoli che anche la casa che avevano aperto a Montalto (1924) era destinato all'accoglienza delle ragazze - decisero di cambiare e accogliere i bambini. Il primo anno ne arrivarono ben 10 e furono accolti con grande amore e dedizione dalle suore. Assicurarono loro l'attenzione che i genitori sanno dare ai figli e tutti ricordano ancora il bene ricevuto dalle religiose, nonostante le condizioni economiche non fossero delle migliori. Suor Cesaria Burazon e Suor Fidalma, a Fauglia in quegli anni, ci hanno raccontato l'impegno profuso per l'assistenza dei bambini. Per sostenere l'Istituto - ricorda Sr. Fidalma - due consorelle, sr. Conegonda e sr Giovanna, erano dedite alla cerca (vd apposita sezione); il cibo migliore veniva dato ai bambini. Quelle suore stavano fuori dall'istituto anche 15 giorni e grande era l'attesa del loro ritorno con la speranza che portassero provviste sufficienti per i ragazzi: 'abbiamo lavorato tanto', commenta sr Cesaria, 'la Casa di Fauglia non aveva neppure l'acqua corrente...era un problema anche lavare i bambini. Solitamente si attingeva l'acqua dal pozzo, i ragazzi, soprattutto in estate, erano portati in cortile e - dentro le bacinelle - venivano lavati con la gomma anche due o tre a volta. In inverno talvolta pioveva dal tetto e dovevamo mettere dei contenitori in terra onde evitare che si allagasse il pavimento. La nostra vita l'abbiamo donata con grande gioia per la felicità di questi bambini' . Anche sr. Maura Casarin, a Fauglia negli anni '70 ed attualmente presso villa Serena a Marina di Cecina, ha un bel ricordo degli anni passati presso la nostra comunità. Intervistata ricorda 'la gioia di accogliere i bambini...i faugliesi non ci hanno mai fatto mancare il loro affetto ed il loro sostegno, il parroco ci era molto vicino e ci voleva tanto bene' .

A metà degli anni '70 l'Istituto di accoglienza per i bambini venne ristrutturato e trasformato in una vera e propria casa-famiglia secondo le più moderne indicazioni psico-pedagogiche.

All'asilo delle Crocifissine sono passate intere generazioni di faugliesi che ne conservano nel cuore un ricordo molto bello e commovente. Le Suore prestarono grande supporto anche alla catechesi ed alle attività parrocchiali fin al tempo del parroco don Ostilio Marzocchi.

Purtroppo, a causa della mancanza di vocazioni religiose, la Superiora Generale delle Crocifissine fu costretta a prendere l'amara decisione di chiudere la casa di Fauglia. 'La notizia - ricorda sr. Clementina Nanni, attualmente presso la comunità di Firenze - arrivò improvvisa e grande fu il nostro dolore. Ci fu comunicata il 10 febbraio 1981 quando avevamo gia contattato una ditta edile per realizzare un'opera di ristrutturazione dell'edificio. Anche il parroco don Ostilio e la comunità di Fauglia, venuti a conoscenza della decisione, furono veramente rammaricati. La presenza più che centenaria delle religiose che ha lasciato un segno indelebile nei cuori e nelle menti di quanti hanno vissuto questa esperienza. A seguito della decisione della Superiora generale, la Casa di Fauglia fu definitivamente chiusa il 10 settembre 1981 lasciando un grande vuoto nel paese. L'ultima suora a venir via fu proprio suor Clementina ancora oggi molto ricordata. I minori assistiti vennero accolti nella struttura di Castelnuovo della Misericordia dove tuttora funziona una Casa Famiglia per minori in difficoltà di ambo i sessi gestita dalle religiose ed ove opera anche sr. Mirella Zoggia, anch'essa passata dalla comunità di Fauglia.