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SOLENNITA' DEI SANTI E COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI:

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La Chiesa Santa di Dio mette, una dietro l'altra la festa di tutti i santi e la commemorazione dei fedeli defunti. Esse, infatti, hanno come fondamento le medesime verità di fede: Cristo è risorto per tutti. Questa gioia dei cristiani, unitamente al grande mistero della Comunione dei santi, mette in stratta relazione i membri della Chiesa militante, quelli della Chiesa purgante e quelli della Chiesa trionfante del Paradiso; uniti da una profonda unità spirituale tra tutti i battezzati in Cristo, sia vivi che defunti.

 

I santi sono i fratelli che - passati da questa vita al paradiso - hanno esercitato in maniera eroica le virtù cristiane e - pieni di Cristo - costituiscono un fulgido esempio per tutti noi che ancora siamo nella prova su questa terra.

 

La Commemorazione dei Defunti è una solennità che ha un valore profondamente teologico, in quanto richiama l’attenzione su tutto il mistero dell’esistenza umana, del grande mistero della Comunione dei santi, del paradiso, inferno, purgatorio e dei novissimi. La novità introdotta dalla nostra fede è la speranza: i cristiani crediamo in un Dio che non è solo Creatore ma anche Giudice

La morte è solo una porta...

Dio, dunque, è anche giudice e il suo giudizio va al di là del tempo e dello spazio, in una vita ultraterrena ed eterna in cui il Regno di Dio sarà pienamente realizzato. Il suo giudizio sarà duplice: oltre a rispondere singolarmente delle nostre azioni, alla fine dei tempi saremo chiamati a risponderne anche in quanto umanità. Se saremo morti in Cristo perché avremo vissuto la nostra vita in comunione con Lui, saremo ammessi alla comunione dei Santi. In questa ottica si inserisce la festa di oggi: la Chiesa non dimentica i suoi fratelli defunti, ma prega per loro, offre suffragi, fa dire messe e offre elemosine, in modo che anche le anime che dopo la morte hanno ancora bisogno di purificazione possano raggiungere la visione di Dio.

Cristo ha vinto la morte

La morte è un fatto ineluttabile, e questo ognuno di noi può capirlo dalla propria esperienza diretta. Nella concezione cristiana, però, essa non è considerata un fatto naturale, al contrario: è l’opposto della volontà di Dio. Dio, il Signore della vita, ci dona la vita in abbondanza e la morte è una mera conseguenza del nostro peccato. In Cristo però Dio prende su di sé il nostro peccato e la sua conseguenza e così anche la morte diventa un passaggio, una porta. Grazie alla vittoria di Cristo sulla morte noi possiamo superare il timore che di essa abbiamo per noi stessi e il dolore che proviamo quando colpisce qualcuno a noi vicino. Per il credente non esiste, in definitiva, una distinzione tra vivi e morti, perché anche i morti non sono “morti”, ma “defunti”, cioè “privati delle funzioni terrene”, in attesa di essere trasformati dalla Resurrezione.

Storia

La pietas umana verso i defunti risale agli albori dell’umanità, ma come abbiamo visto con l’avvento del cristianesimo la prospettiva cambia radicalmente. Già i primi cristiani, come si può facilmente osservare nelle catacombe, incidevano sulle tombe la figura di Lazzaro, come auspicio che anche il loro caro tornasse alla vita mediante Cristo. Ma è solo nel IX secolo che appare la commemorazione liturgica dei defunti, in eredità dall’uso monastico già in voga nel VII secolo di consacrare, all’interno dei monasteri, un giorno intero alla preghiera per i defunti. L’idea, comunque, era già presente nel rito bizantino che celebrava i morti il sabato prima della Sessagesima, in un periodo compreso tra la fine di gennaio e il mese di febbraio. Più tardi, nell’809, il vescovo di Treviri, Amalario Fortunato di Metz, porrà la memoria liturgica dei defunti – che aspirano al cielo – al giorno successivo rispetto a quello dedicato ai Santi, che sono già in cielo. Nel 998, infine, per disposizione dell’abate di Cluny, Odilone di Mercoeur, la solennità viene fissata al 2 novembre e preceduta da un periodo di preparazione di nove giorni, noto come Novena dei morti appunto, che inizia il 24 ottobre. (Articolo tratto da Vatican News)

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